Crowdfunding e giornalismo: alcune cose da imparare dalle storie di successo


Visitando la pagina dei progetti “fully funded” di Emphasis.is  si nota con piacere che ben cinque proposte hanno già trovato il pieno sostegno da parte dei lettori per un finanziamento complessivo di quasi 70mila dollari realizzati grazie a oltre 700 donatori. Altri quattro progetti, invece, sono rimasti al palo. A poco più di due mesi dal suo lancio ufficiale la piattaforma di fotoreportage finanziato dal basso sembra aver comunque iniziato con il passo giusto.

La cartina di tornasole per le piattaforme di crowdfunding è, ovviamente, la capacità di portare i progetti presentatati al completamento del finanziamento richiesto nei tempi fissati (solitamente 45/60/90  giorni): pur tenendo presente che comunque non tutte le proposte possono fare centro, una buona parte deve essere capace di coinvolgere sostenitori e raggiungere gli obiettivi fissati. Già ma quanti progetti hanno realmente la possibilità di andare in porto? Se si guarda la ricerca condotta tra dicembre 2010 e febbraio 2011  da paidContent sui maggiori siti di crowdfunding “generalisti” (cioè non focalizzati su una particolare categoria), è interessante notare come anche esperienze di successo, come  Kickstarter  o IndieGoGo a fronte di rispettivamente 12mila e 15mila progetti presentati ne sono riuscite a finanziarne circa 5mila ciascuno. Ancora più di recente il blog di Kickstarter  ha pubblicato un interessante rendiconto dei primi due anni di attività che conferma la tendenza rilevata dalla precedente indagine. Siamo, in generale, nell’ordine di 40/45 percento di possibilità di successo, o se preferite, 60/65 percento di insuccesso. Teniamo inoltre conto che, al di là di tutto l’entusiasmo che possiamo nutrire per queste nuove forme di finanziamento, il giornalismo in questi siti ha attratto l’attenzione in modo tutto sommato marginale: su Kickstarter ad esempio il progetto di maggior successo rimane a tutt’oggi quello  del giornalista freelance Ted Rall che ha raccolto 26mila dollari grazie a 211 sostenitori, ormai più di un anno fa.

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Il crowdfunding fa centro: Ted Rall tornerà in Afghanistan

Funding successful

Buone notizie: Ted Rall grazie al progetto di crowdfunding realizzato attraverso la piattaforma Kickstarter ha ottenuto il budget necessario per tornare in Afghanistan e realizzare i suoi reportage. Ben 211 sottoscrizioni che hanno superato entro i termini di tempo fissati i 25mila dollari necessari. Del progetto di Rall ho parlato spesso in questo blog.
È una notizia importante perché Rall potrà andare in zone dell’Afghanistan molto colpite dalla guerra ma non coperte dagli altri media, e descrivere così storie del conflitto che nessun altro ci avrebbe raccontato. Ma il successo ottenuto attraverso Kickstarter è altrettanto importante perché dimostra che il finanziamento dal basso può davvero funzionare anche per progetti ambiziosi come questo. Per carità non facciamoci prendere da facili entusiasmi sul futuro del giornalismo, però dai, questo è un bel segnale.

Ted Rall is going to Afghanistan, with the help of Kickstarter, 200 supporters, and 101% funding (Nieman Journalism Lab)