Oltre il rumore del Mondo

…le rappresentazioni del mondo non sono mai il mondo vero e proprio. Abbassiamo il volume del Megafono, e insistiamo affinché diffonda messaggi quanto più possibili precisi, intelligenti, umani.

George Saunders
Il Megafono Spento (Cronache da un mondo troppo rumoroso)

L’uomo con il megafono

Immaginiamoci questo: siamo a una festa tra amici che, come la maggior parte delle feste tra amici, si svolge in maniera abbastanza tranquilla, fino a quel momento: le persone parlano, si scambiano opinioni, discutono, magari qualcuno si accalora a una particolare affermazione, ma siamo tra persone civili e sappiamo mantenere una discussione entro i limiti di chi, comunque, è sinceramente interessato all’opinione degli altri; a un certo punto però entra un uomo con un megafono.

L’uomo comincia a dire la sua attraverso il megafono, ad esempio sulla qualità delle tartine o sulla scollatura di una signora. Pensate che a quel punto qualcuno riesca a continuare a dialogare con i suoi interlocutori o semplicemente farsi i fatti suoi? Beh no, tutti – ma proprio tutti – anche coloro che vorrebbero ignorarlo, non potranno fare a meno di starlo a sentire e prestare attenzione alle cose o persone prese di mira dall’Uomo con il Megafono.


L’Uomo con il Megafono detterà, inevitabilmente, i tempi e i modi della discussione. Alle tante discussioni dei diversi gruppetti di persone che si erano create durante la serata, si sostituirà un’unica discussione: essere o meno d’accordo con quello che afferma l’Uomo con il Megafono.

Ecco ho, più o meno letteralmente, citato l’introduzione del primo capitolo della bellissima e imprescindibile raccolta di saggi di George Saunders “Il megafono spento”.

L’Uomo con il megafono non dialoga, non può farlo, perché si è messo su un altro livello rispetto ai suoi interlocutori (che magari neanche vorrebbero essere suoi interlocutori) che non hanno (fisicamente) i suoi strumenti. Leggi l’articolo completo