Di Emphas.is, il progetto di crowdfunding applicato al fotogiornalismo, si parla da mesi. Più precisamente da settembre 2010 quando Karim Ben Khelifa e Tina Ahrens hanno lanciato la loro idea attraverso un sito web dal quale ne spiegavano la filosofia e gli obiettivi. Già da allora però avevano annunciato l’esordio vero e proprio del progetto per l’inizio del 2011, prendendosi così diversi mesi nella promozione e nel perfezionamento della piattaforma. A inizio marzo (quindi da pochi giorni), e dopo qualche ulteriore rinvio, finalmente il debutto ufficiale con la presentazione dei primi progetti da finanziare.
Il meccanismo del progetto è quello classico del finanziamento dal basso già utilizzato da diverse altre piattaforme: attraverso un sito web vengono presentate le schede dei progetti e i lettori possono decidere se finanziarli con contributi che vanno dai 10 dollari in su. Però intorno a Emphas.is c’è molta attenzione e curiosita per più di un motivo. Il primo è che Karim Ben Khelifa e Tina Ahrens non sono esattamente due pivelli: Ben Khelifa in particoalere è un fotoreporterche che opera nella scena internazionale con un curriculum di tutto rispetto e reportage per testate del calibro del New York Times, Newsweek, Stern, Le Monde, (è stato sottolineato altre volte, ma lo ripeto anche qui: le nuove strade per raggiungere finanziamenti fuori dai circuiti classici non sono battute, come forse qualcuno può ancora pensare, esclusivamente da giovani freelance ma anche da affermati professionisti).
Altro motivo di interesse è poi il fatto che sì, esistono già piattaforme di crowdfunding utilizzate da fotografi e giornalisti, ma questa è la prima esclusivamente dedicata ai reportage fotografici che punta esclusivamente sull’alta qualità dei contenuti e il forte impegno verso tematiche “alte” e di ampio respiro (reportage di guerra, storie dimenticate e non seguite dai grandi media…). Non a caso un altro pezzo da novanta dei fotoreporter freelance come Tomas Van Houtryve è stato uno dei primi a promuovere Emphas.is e a presentare un proprio progetto all’interno della piattaforma.

