Dalla ‘nuvola’ alla carta. In 29 giorni

Di giornalismo partecipativo si è molto dibattuto. Spesso (pure troppo…) solo in termini teorici, come idea, atteggiamento e potenzialità da tenere in considerazione per il giornalismo del futuro. John Paton, CEO della Journal Register Company (JRC, con pubblicazioni locali diffuse in 10 diversi stati degli Usa), con il suo Ben Franklin Project, ha fatto qualcosa di più. Ha lanciato una scommessa: realizzare interamente un giornale locale, in 30 giorni, coinvolgendo direttamente la comunità di riferimento (anche attraverso lo strumento del Town Meeting) e utilizzando, durante tutto il processo di produzione, solamente strumenti digitali liberi e ampiamente disponibili sul web (ad esempio Open Office, WordPress, YouTube, Flickr, Google Docs o simili)

Il progetto ha, ovviamente, suscitato un bel po’ di curiosità fra gli addetti ai lavori, e oggi (cioè un paio di giorni fa) ha raggiunto il suo obiettivo, come annunciato dallo stesso Paton nel suo blog:

On April 21 we launched the Ben Franklin Project. Our ambitious idea was – from content creation to sales, ad order entry and customer relationship management – to actually produce and print products using only free, web-based tools. We were to bypass costly proprietary systems and the legacy editorial process by going straight to the web and the audience in our communities. And we were to do all of this at one of our dailies and one of weeklies within 30 days.

Well, we did it – in 29 days.

Ecco dunque il risultato.

La prima pagina del News Herald edizione di Perkasie (Pennsylvania)

La prima pagina del News Herald edizione di Perkasie (Pennsylvania)

La prima pagina del News Herald

La prima pagina del News Herald

Giornalismo del futuro? Rivoluzione culturale?… L’esperimento è indubbiamente interessante, se riferito in particolare, a un giornalismo locale (se non addirittura iperlocale). Ovviamente mutuandolo in altre ‘scale’ è facile immaginare che le cose si complichino maledettamente.

Mi prometto però di ritornare sull’argomento anche perché mi interessa particolarmente analizzare i processi partecipativi con i cittadini e l’utilizzo fatto da parte dei giornalisti della redazione degli imput provenienti dal basso. In Italia lo strumento del Town meeting viene sperimentato – in altri ambiti – già da alcuni anni (personalmente ho avuto modo di seguire quello fatto dalla Regione Toscana per la preparazione della propria legge sulla partecipazione), con risultati un po’ vaghi, mi sembra.  Nel senso che il problema è spesso quello di capire dove ‘vanno a finire’ concretamente le decisioni prese in questi contesti assieme ai cittadini. L’applicazione al giornalismo però obbliga ad essere concreti con implicazioni nuove e interessanti.

Dalla ‘nube’ alla carta, rovesciando il processo di produzione (Lsdi)

News(paper) in the cloud (Jeff Jarvis/Buzz Machine)

Ben Franklin Project’s ‘Digital First, Print Last’ Approach Produces First Products (Poynter Online)

No, Paywalls do not Deepen Relationships with Readers (SimBlog)

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